Biografie
Anthony Burgess
Manchester, 25 febbraio 1917 — Pesci, Ascendente Cancro
TEMA NATALE DI ANTHONY BURGESS
nato il 25/02/1917 a Manchester alle ore 12.00
Pesci Ascendente Cancro

Arancia meccanica, stelle e ferite — Chi era davvero Anthony Burgess
Pochi artisti del Novecento possono vantare un'eclettismo come il suo. Romanziere, saggista, critico, compositore, creatore di linguaggi artificiali, collaboratore del cinema. Anthony Burgess sembrava incapace di fermarsi — come se il tempo non bastasse mai, come se qualcosa dentro di lui lo spingesse sempre oltre. E forse era proprio così.
Il vero successo arrivò nel 1971, quando Stanley Kubrick traspose sul grande schermo il suo romanzo più celebre: Arancia meccanica (originariamente intitolato un’ arancia ad orologeria). Ma per capire davvero chi fosse quest'uomo, bisogna partire da molto più lontano.
Nel Tema Natale di Burgess quasi tutti i pianeti occupano l'emisfero superiore del cielo. Solo Saturno e Nettuno si trovano in quello inferiore. Una configurazione che parla chiaro: personalità autonoma, ambiziosa, con una tendenza profonda — quasi viscerale — a staccarsi dalle proprie radici.
E le radici, nel suo caso, erano tutt'altro che solide.
La quarta casa, quella che in astrologia simboleggia la famiglia e le origini, è occupata dalla Vergine: un segno freddo, avaro di emozioni, poco incline all'abbandono affettivo. Ma è altrove che si nasconde la vera ferita. La Luna in Ariete — simbolo dei bisogni emotivi più profondi — riceve una doppia quadratura da Saturno e Nettuno, collocati in seconda casa. Da un lato Saturno, con la sua freddezza e la sua capacità di negare, di privare. Dall'altro Nettuno, che non nega ma dissolve, confonde, annebbia tutto fino a rendere irriconoscibile la realtà.
Risultato? I bisogni emotivi non trovano risposta. Non possono trovarla.
E non è finita. Anche Giove partecipa a questo aspetto, in congiunzione con la Luna in undicesima casa — amplificando la ferita invece di sanarla. Per di più, Saturno si trova nel segno del Cancro, il segno per eccellenza del nutrimento, della protezione, del calore materno. Come se il grande pianeta dell'austerità avesse scelto deliberatamente di installarsi proprio lì, nel luogo più tenero e vulnerabile del cielo.
Quando si legge la vita di Burgess, tutto torna con una precisione quasi inquietante con quanto mostrato dal Tema Natale.
La madre e la sorella morirono di influenza spagnola quando lui aveva poco più di un anno. Il padre, travolto dal lutto, non si occupò di lui — lo affidò a una zia materna. Solo quando si risposò, cinque anni dopo, Burgess tornò a casa. Ma il clima familiare rimase teso. Difficile. Irrisolto.
Si capisce allora perché trascorse gran parte della vita in esilio volontario: Malta, Brunei, Monaco, Roma. Mai davvero radicato da nessuna parte. Sempre in movimento, sempre altrove. Come se il mondo intero fosse più casa sua di qualsiasi luogo specifico.
C'è però un episodio che il Tema Natale sembra voler sottolineare con forza particolare. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la sua prima moglie fu aggredita e violentata da disertori americani a Londra, perdendo il figlio che portava in grembo. La Luna in Ariete — ferita da Saturno in Cancro — può essere letta astrologicamente come il potere esercitato con violenza sulla donna. A questa lesione partecipa anche Nettuno in Leone, co-significante della quinta casa: l'atto sessuale che annienta psicologicamente ed emotivamente. Saturno e Nettuno in seconda casa indicano l'invasione del proprio territorio, della propria sfera più intima e privata.
Ferite su ferite. Un uomo diverso ne sarebbe rimasto distrutto.
Ma Burgess non era un uomo qualunque. E il suo Tema Natale lo sapeva già.
Accanto alle ombre, il cielo gli aveva consegnato risorse straordinarie. I valori dominanti nel suo tema sono Acquario e Sagittario — due energie che condividono un unico principio assoluto: la libertà. Il Sagittario la cerca nel mondo, nei viaggi fisici e mentali, nelle filosofie lontane, nelle culture sconosciute. L'Acquario la rivendica come diritto universale, come ribellione ai condizionamenti sociali, alle tradizioni, alle aspettative altrui.
Quando queste due forze si incontrano nello stesso tema natale, il risultato è quasi sempre una persona radicalmente indipendente — sul piano fisico, mentale ed emotivo.
Mercurio, Venere e Urano si trovano in Acquario, in nona casa. Si osservi che Urano si trova in domicilio primario e quindi è molto forte. Mercurio congiunto a Urano indica un pensiero originale, capace di scardinare le categorie consuete, di inventare nuovi linguaggi. E non è un caso: in Arancia meccanica Burgess costruì dal nulla uno slang completamente artificiale, il Nadsat, mescolando inglese e russo con una coerenza linguistica da far invidia a qualsiasi filologo.
Venere congiunta a Urano in Acquario ed in nona casa, parla di un amore viscerale per la libertà di pensiero — non solo come valore personale, ma come principio da difendere anche quando diventa scomodo, anche quando riguarda chi sceglie il male.
Ed è esattamente quello che fa nel romanzo. Il cappellano del carcere pone la domanda che rimane sospesa nell'aria come una lama: "Un uomo che sceglie il male è forse in qualche modo migliore di un uomo a cui è stato imposto il bene?" Burgess non dà una risposta rassicurante. Prende le parti del libero arbitrio — anche quando fa paura. Critica il potere statale che rieduca con la coercizione, trasformando l'essere umano in una macchina obbediente: un'arancia a orologeria, appunto.
Eppure la libertà, da sola, non basta a costruire un'opera. Ci vuole anche la determinazione di portarla a termine.
Il Sole di Burgess è congiunto a Marte in Pesci, in decima casa — la casa della carriera, della reputazione pubblica, del segno lasciato nel mondo. Entrambi ricevono un trigono da Plutone in Cancro in dodicesima casa. Una configurazione che indica coraggio autentico, grinta, capacità di iniziativa, sicurezza interiore. Non la prepotenza rumorosa di chi si impone alzando la voce — Pesci, Cancro e dodicesima casa non funzionano così. Ma la determinazione silenziosa e profonda di chi emerge attraverso la creatività, l'intuito, la capacità di toccare corde che gli altri non sanno nemmeno di avere.
Il Sole governa la terza casa, interamente occupata dal Leone: la casa della comunicazione, della scrittura, della parola. È lì che tutta questa energia confluisce. È lì che Marte e Plutone si trasformano in pagine scritte.
Nel 1959, dopo una diagnosi di tumore al cervello — che si rivelerà poi errata — Burgess scrisse cinque romanzi in un anno. Non per gloria. Per assicurare alla moglie un sostegno economico dopo la sua morte. Cinque romanzi. In dodici mesi. Con una sentenza di morte in testa.
C'è un ultimo elemento che definisce Burgess forse più di qualsiasi altro: Plutone in dodicesima casa. Il pianeta della trasformazione, dell'abisso, del non-detto, collocato nella casa più nascosta e misteriosa del cielo (la dodicesima). È da lì che nasceva la sua capacità di scrutare le zone d'ombra della psiche umana — non con distacco analitico, ma con la familiarità di chi quelle zone le abita da sempre, infatti Plutone è in trigono al Sole (l' Io).
Mercurio congiunto a Urano in nona casa aggiungeva originalità di pensiero. Cancro, Pesci e dodicesima casa donavano un intuito raro, capace di captare ciò che sfugge alla ragione ordinaria.
Burgess scriveva attraverso le sue ferite. E forse è per questo che le sue parole, a distanza di decenni, continuano a fare così tanto effetto.
