Biografie
Indro Montanelli
Fucecchio, 22 aprile 1909
TEMA NATALE DI INDRO MONTANELLI
Nato a Fucecchio il 22/04/1909 alle Ore 20:00
Toro Ascendente Scorpione

INDRO M0NTANELLI: IL GUERRIERO DEL GIORNALISMO LIBERO E INDIPENDENTE
C'è un nome che sembra un destino. Anzi, che è un destino.
Indro Alessandro Raffaello Schizogene Montanelli. Già il solo pronunciarlo ad alta voce evoca qualcosa di antico, di tempestoso. E non è un caso: Indro è la versione maschile di Indra, il dio indiano della pioggia, dei fulmini, del tuono e della guerra. Schizogene, dal greco, significa letteralmente "generatore di conflitti". Come se i genitori avessero consultato le stelle prima ancora che lui nascesse — e le stelle avessero risposto con straordinaria precisione.
Perché Montanelli fu esattamente questo: un fulmine. Un uomo che attraversò il Novecento italiano lasciando dietro di sé odori di bruciato, amici perduti, nemici guadagnati, verità scomode dette ad alta voce. Amato e odiato dalla Destra. Amato e odiato dalla Sinistra. Non etichettabile, non addomesticabile, non acquistabile.
La sua storia con il fascismo è emblematica di questa complessità. Lo aveva abbracciato in gioventù, come molti della sua generazione. Ma già nel 1937, commentando la Battaglia di Santander durante la guerra civile spagnola, scrisse che era stata una lunga passeggiata con un solo nemico: il caldo. Una frase sola, apparentemente innocua, che conteneva già il distacco. In seguito divenne un oppositore dichiarato, rischiando addirittura la fucilazione. Si definiva di Destra, ma intendeva il termine come una regola di comportamento — onestà, correttezza, disinteresse — non come un'appartenenza di partito. In realtà non era etichettabile: seguiva i propri valori, e basta. E fu proprio questo che gli procurò nemici su entrambi i fronti.
Ma cosa c'è davvero dietro questa figura così straordinariamente contraddittoria? Le risposte, sorprendentemente, stanno scritte nel suo Tema Natale. E quello che raccontano lascia senza fiato.
I governatori della IX Casa — quella dell'insegnamento superiore — sono il Sole e la Luna che, come ci ha insegnato Lisa Morpurgo, sono complementari e non opposti. Insieme formano l'identità della persona. E quello di Montanelli è un "Io" che fu percepito dal pubblico come solido, concreto, con una forte etica e morale nello svolgere il proprio lavoro. Tanto da diventare un punto di riferimento per il giornalismo: un Maestro. Questi valori sono ben espressi dal Sole congiunto a Venere in Toro in VI Casa, in trigono a Giove in Vergine in X Casa. Il Toro si oppone dialetticamente allo Scorpione — per sua natura ambiguo e non sempre sincero — e quindi il Toro, per una questione di dialettica, è trasparentissimo. Questa configurazione descrive un uomo che costruisce la propria realizzazione professionale (X Casa) attraverso il lavoro quotidiano (VI Casa), con una coerenza e un'integrità che non ammettono compromessi.
E i compromessi, Montanelli non li fece mai. Nemmeno quando avrebbe potuto trarne vantaggio: nel 1991 rifiutò la nomina a Senatore a vita offertagli dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. La sua onestà intellettuale gli valse la stima persino dei nemici dichiarati.
Una battaglia che Montanelli combatté per tutta la vita, fu quella per un giornalismo libero, indipendente, al servizio del lettore e di nessun altro.
Nel 1974 lasciò il Corriere della Sera — dove lavorava dal 1938 — per fondare Il Giornale Nuovo, spinto dal desiderio di continuare a dare ai suoi lettori notizie non inquinate dagli orientamenti politici del momento. Vent'anni dopo, quando Berlusconi entrò in politica e con il suo pacchetto azionario rischiava di condizionarne la linea editoriale, Montanelli lasciò anche quello. Fondò La Voce. Perse. Ma non si piegò.
Come si spiega una tale, ostinata, quasi feroce indipendenza?
Il Tema Natale risponde con una chiarezza disarmante. La Luna in Gemelli in VII Casa forma un trigono con Marte in Aquario in III Casa: un'energia potente, combattiva, orientata a salvaguardare una libera e corretta informazione, soprattutto nel rispetto degli altri — i lettori, il pubblico, rappresentati proprio dalla VII Casa. E non è tutto: in quella stessa III Casa siede anche Urano, pianeta della libertà e dell'indipendenza, che ha proprio nell'Aquario il suo domicilio primario, rinforzando ancora di più il bisogno di libertà e indipendenza d'informazione. La libertà di stampa non era per lui una posizione ideologica. Era una necessità viscerale, quasi fisica.
Rifiutare il Senato, abbandonare giornali prestigiosi, ricominciare da zero: agli occhi del mondo sembravano gesti di folle intransigenza. Per le stelle, erano semplicemente la sua natura — derivante da valori aquariani così potenti da dominare l'intera casa della comunicazione.
Ma c'è un altro pilastro del pensiero montanelliano, meno discusso eppure altrettanto rivoluzionario: la semplicità.
Montanelli era convinto che il giornalista dovesse sempre mettersi nei panni del lattaio o del "Sig. Brambilla" — l'uomo comune — e chiedersi se ciò che stava scrivendo fosse davvero comprensibile. Diceva:
"Bisogna rinunciare a quelle strizzatine d'occhio e d'allusioni che tanto contribuiscono alla sveltezza e brillantezza della pagina. Ma è una rinuncia che tutti, a cominciare dal sottoscritto, dobbiamo accettare, perché il nostro interlocutore è proprio lui e solo lui, il Sig. Brambilla."
Anche qui, il cielo parla. Mercurio — pianeta della comunicazione — si trova in Toro, sulla cuspide della VII Casa, quella degli altri, del pubblico. Ed è isolato: non forma aspetti con nessun pianeta. Nell'astrologia morpurghiana, un pianeta isolato è un pianeta potentissimo, che agisce in modo puro, diretto, senza mediazioni. La comunicazione di Montanelli era trasparente, chiara, essenziale, senza fronzoli — rispecchiando totalmente le qualità del Toro, nel quale troviamo anche il Sole e Venere che ne rafforzano ulteriormente i valori. Il Toro è trasparenza. È concretezza. È l'opposto dialettico dello Scorpione, ambiguo per natura.
Fin qui, il giornalista. Ma Montanelli fu anche qualcosa di più: uno storico sui generis, capace di far rivivere Cesare, Napoleone, i protagonisti della storia italiana come se stessero recitando su un palcoscenico. La sua Storia d'Italia lo rese popolarissimo — e ferocemente criticato dagli accademici.
Il suo metodo era dichiaratamente anticonvenzionale. In una lettera al critico Emilio Cecchi, scritta prima di un celebre "Incontro" con lui stesso, Montanelli confessò senza imbarazzo:
Ci troverai parole che non hai pronunciato, ma che il mio fiutaccio, del qualeincondizionatamente fido, mi dice che avresti potuto pronunziare... Lo fo spesso, anzi lo fo sempre perché ho, della verità, un concetto aristotelico, e preferisco scrivere un ritratto vero con aneddoti falsi che un ritratto falso con aneddoti veri."
Da dove veniva questa vocazione teatrale, questo istinto per la scena?
L'Ascendente in Scorpione, il cui domicilio primario è Plutone — pianeta del teatro — racconta già molto. Ma è la posizione di Plutone a rivelare tutto: si trova in Gemelli in VIII Casa — la sua casa naturale per analogia con lo Scorpione, segno in cui ha il domicilio primario. Mentre in Gemelli è esaltato. Ed è isolato. Un Plutone geminiano, non scorpionico: non oscuro e abissale, ma versatile, brillante, affabulatore. Legato alla parola, al doppio, alla maschera.
E la III Casa — cosignificante dei Gemelli, regno del giornalismo e della comunicazione — è occupata dall'Aquario, segno in cui Plutone è esaltato per trasparenza (sistemi B). In questa sede Plutone deve collaborare con Urano — la finzione narrativa si lega all'opportunismo — dando vita al pensiero profondo di Montanelli: "Se scrivere qualcosa di non propriamente vero permette di definire meglio il carattere del personaggio, allora è opportuno agire così." Il cerchio si chiude: teatro, parola, originalità, libertà. Tutto converge.
Eppure c'è un episodio che oscurò la sua biografia in modo definitivo agli occhi di molti. Un episodio che ancora oggi divide.
Nel 1935, a 26 anni, Montanelli sposò un'adolescente eritrea di 12-14 anni di nome Destà — il cui vero nome era Fatima. Il suo sciumbasci condusse le trattative con il padre della ragazza; la dote fu un tucul, un mulo, due pecore. Raccontata così, fa una certa impressione. Le accuse che ne seguirono — pedofilo, stupratore, razzista, schiavista, maschilista — non gli vennero mai del tutto perdonate.
Eppure la storia era più complessa. Siamo nel pieno del colonialismo italiano in Africa Orientale: il madamato, la convivenza tra un cittadino italiano e una donna indigena, era una pratica comune e socialmente accettata. Le ragazze di quella età erano considerate in età da marito. Destà avrebbe vissuto quel destino comunque. Montanelli la rispettò, le rimase affezionato, e al suo ritorno in Italia si assicurò di lasciarla in una posizione economica dignitosa.
Ma cosa dice il Tema Natale di tutto questo?
Con una precisione che lascia senza parole, la Luna in Gemelli in VII Casa — che per l'uomo rappresenta la percezione del femminile e la partner — si può tradurre quasi alla lettera con sposa bambina. La congiunzione Sole-Venere in Toro in VI Casa, con Venere nel suo domicilio, descrive un uomo che ama prendersi cura della compagna sia sul piano pratico che materiale: non un dominatore, ma qualcuno che esprime affetto attraverso la protezione concreta. Non dimentichiamo inoltre che il segno del Toro, nell'astrologia morpurghiana, è rappresentativo del matriarcato. Il trigono con Giove — che ha la sua esaltazione proprio nel Toro — in Vergine in X Casa rafforza questo profilo di uomo che cerca stabilità, rispetta e aiuta la compagna nei fatti quotidiani.
Dominatore? Maschilista? La configurazione astrale dice altro. Dice: un uomo che si occupa del benessere altrui più che del proprio potere.
Eppure — e qui la complessità di Montanelli emerge fino in fondo — bisogna segnalare il ruolo di Urano, pianeta dell'opportunismo. La Luna si trova in Gemelli al trigono di Marte in Aquario: due segni in cui Urano è forte, perché nei Gemelli è in esaltazione per trasparenza e nell'Aquario è in domicilio primario. Unito ai valori del Toro, potrebbe indicare unioni in cui la componente del vantaggio pratico non è del tutto assente. Un'ombra. Non una condanna.
La quadratura Luna-Giove tra VII e X Casa chiude il quadro con una precisione che lascia senza parole: matrimonio malvisto dall'opinione pubblica, percepito come abuso di una posizione di superiorità — visto anche il coinvolgimento del segno della Vergine, simbolo dei ranghi inferiori. Le stelle non assolvono, non condannano. Descrivono.
C'è però un ultimo segreto nel Tema di Montanelli. Il più intimo. Il più doloroso.
Per tutta la vita, con cicli ricorrenti di circa sette anni, fu perseguitato dalla depressione e dal disturbo di panico. Il primo episodio all'età di undici anni. Sua madre soffriva dello stesso male.
Plutone — governatore dell'Ascendente — si trova in Gemelli in VIII Casa: è come se l'Io fosse periodicamente costretto a scendere nelle tenebre, in un territorio ignoto e spaventoso. Il segno dei Gemelli chiama in causa il sistema nervoso. Plutone è anche il governatore della XII Casa — quella della malattia, soprattutto psichiatrica, e delle minacce invisibili — rendendo questi abissi ancora più insidiosi perché impalpabili, inafferrabili.
A completare il quadro, Saturno in Ariete in V Casa forma una quadratura con Nettuno in Cancro in VIII Casa: la vitalità — rappresentata dalla V Casa — e l'azione — rappresentata dall'Ariete — bloccate, paralizzate dalla paura di perdere il controllo (Saturno leso) sotto l'influenza di Nettuno, pianeta dell'ignoto, dell'indefinito, di ciò che non si può afferrare né dominare. Il Cancro e la IV Casa — sua cosignificante, governata in questo caso da Nettuno, che è anche coinvolto nell'aspetto che abbiamo esaminato prima — segnalano con chiarezza: l'origine è nelle radici familiari.
Un guerriero ferito, dunque. Un uomo che combatté battaglie enormi nel mondo esterno mentre dentro di lui infuriava una guerra silenziosa.
Le stelle non sono uno strumento di divinazione magica, ed è fondamentale mantenere il rigore della ricerca. Se analizzassi questo Tema Natale al buio, senza conoscere la biografia di Montanelli, non potrei prevedere i dettagli esatti della sua vita, perché l'astrologia non è determinismo cieco. La Carta Natale non descrive fatti immutabili, ma un preciso campo di energie, inclinazioni e potenziali psicologici che l'individuo canalizza in base all'ambiente, all'epoca storica e alle proprie scelte.
Ciò che emerge da questa analisi è la straordinaria coerenza della verifica ex-post: i simboli astrali traducono i fatti reali della sua vita senza alcuna forzatura. Come ricercatori, il nostro compito non è applicare dogmi, ma verificare costantemente sul campo le corrispondenze tra la mappa celeste e l'esperienza umana vissuta. È solo attraverso questo metodo di indagine obiettivo e sistematico che l'astrologia può essere sottratta alla superstizione e restituita alla dignità di un serio modello di studio dei potenziali umani.
